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Note sulla storia
del Casale dei Girasoli
La costruzione fu
realizzata intorno alla fine del IX° secolo sulla pianura alluvionale del
fiume Tevere che in prossimità del luogo riceve le acque dell’affluente
torrente Ventia che scende dalle colline dell’eugubino.
La casa era costituita da
una zona destinata al ricovero degli animali (piano terra) ed una zona
utilizzata per la civile abitazione, il tutto per una superficie di circa 80
mq. per piano, con un tetto in frasche e foglie indurite con fango tenute
insieme da assi di legno sia in orizzontale che in verticale.
Dopo la prima guerra
mondiale la casa venne ristrutturata completamente.
L’abitazione era vissuta
da contadini che traevano il proprio sostentamento dall’agricoltura e
dall’allevamento degli animali sia da cortile che da stalla come mucche,
maiali, pecore, capre e cavalli.
Intorno alla casa si
estendono le ricche pianure alluvionali dove era ed è praticata
l’agricoltura in particolare del grano, del granoturco, dell’avena del
frumento, dell’orzo e dell’erba da fieno utile per l’allevamento degli
animali.
Durante la seconda guerra
mondiale, in occasione del passaggio del fronte di guerra, quando i nazzifascisti
erano in ritirata verso nord sotto l’attacco delle truppe alleate e dei
partigiani, la casa fu meta di rifugio per i tanti sbandati civili
sottoposti alle ruberie e violenze da parte delle retroguardie naziste.
Nel gennaio del 1944 poco
tempo prima della liberazione, che a Perugia avvenne il 20 giugno di quello
stesso anno, la casa fu colpita durante un bombardamento ed un obice la
passò da parte a parte nella zona centrale.
Ancora oggi è possibile
vedere l’impatto devastante della bomba proprio nella struttura centrale
dell’edificio.
Immediatamente dopo la
guerra si diedero avvio ai lavori di ristrutturazione e consolidamento,
ampliando le superfici coperte e realizzando sul fianco sud una nuova
struttura per l’essiccazione del tabacco.
Nella parte antistante le
scale esterne che portano al piano superiore, arredo strutturale classico
nelle case di campagna umbro-toscane, venne realizzato un poderoso pavimento
di cemento per sorreggere due grandi contenitori di ferro destinati allo
stoccaggio del mais per l’allevamento delle mucche e dei vitelli da macello.
Tutto intorno alla casa,
nel periodo del boom economico, si intensificò l’agricoltura estensiva di
mais e grano, tanto da richiedere l’abbattimento di tutti i numerosi alberi
di alto fusto che lasciarono il posto a ettari ed ettari di coltivazioni.
La casa ed il terreno
circostante circa 3 ettari, facevano parte di una proprietà poderale che
annoverava altri 5 gruppi di poderi che si estendevano da località Bosco,
fino a località Casa del Diavolo per una vastità di svariati ettari di
terreni tutti utilizzati per l’agricoltura estensiva.
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